Bullismo - Testimonianza reale e consigli per combatterlo
La storia che sto per raccontare riguarda una vicenda vera di bullismo accaduta tra l'anno 2012 e 2015.
Riguarda la storia di un ragazzo delle scuole medie che durante i normali anni di studio è stato oggetto di una congiura ordita ai suoi danni dai compagni di classe i quali si sono riuniti in un gruppo per isolarlo e renderlo oggetto di vari tipi di umiliazioni. L'obbiettivo di questo video è quello di riportare gli eventi accaduti più significativi e di fornire una serie di consigli per imparare a gestire questo tipo di situazioni affinché i giovani che sono affetti da questo tipo di problematiche possano trarre spunto per intervenire tempestivamente così da non dare ai bulli il cibo di cui si nutrono per alimentare la loro invidia verso la vittima designata.
Era il lontano 2012 e il ragazzo di nome D. si apprestava ad iniziare una nuova tappa del suo percorso scolastico, vale a dire l'inizio delle scuole medie.
D. Era un ragazzo alto per la sua età, magro ma non esile con i capelli biondi e gli occhi chiari. Aveva un carattere introverso e riservato. Era religioso, pregava e andava a Messa. Amava lo sport e il disegno soprattutto gli piaceva correre e giocare a calcio. Durante le scuole elementari aveva sempre ottenuto ottimi voti ed era riuscito a stringere qualche legame di amicizia con alcuni compagni di classe con i quali si ritrovava per giocare il pomeriggio presso il campo sportivo del paese oppure quando c'era l'occasione presso l'abitazione dei suoi amici. Verso la fine delle scuole elementari D. Aveva deciso di iniziare a praticare atletica leggera in modo tale da sfogare le energie e poter in questo modo favorire il processo di sviluppo fisico.
Il primo giorno delle scuole medie fu particolarmente impegnativo a livello emotivo perchè la classe nella quale D. Si ritrovò era un misto tra la sezione A e B, di conseguenza nel nuovo gruppo sociale erano presenti alcuni individui che durante le scuole elementari avevano cercato di intimorire D. Perché invidiavano i suoi risultati scolastici e l'apprezzamento che le maestre riversavano nei suoi confronti.
Così il primo giorno di scuola D. Aveva confidato nell'aiuto di un suo amico d'infanzia chiamato A.M., il quale si ritrovò nella medesima classe e che fu invitato a sedersi di fianco a lui durante il primo giorno di lezioni per cercare di creare un'atmosfera più familiare.
Il primo anno di scuole medie trascorse discretamente bene. D. Continuava a dedicarsi allo studio, seppur in maniera meno costante rispetto alle elementari perché temeva il giudizio e l'invidia di alcuni nuovi compagni, in particolare N., L., F., A.Z. e R.
D. Proseguiva a praticare attività fisica e ebbe l'occasione di approfondire i rapporti con alcuni dei suoi nuovi compagni i quali inizialmente non si manifestavano particolarmente avversi alla sua presenza. Durante l'estate 2012 D. Partecipò ad un torneo di calcio organizzato da un'associazione sportiva e la squadra allenata da suo padre e un altro allenatore, nella quale giocava anche il fratello di D. vinse il trofeo rafforzando in questo modo l'autostima del gruppo ma causando l'invidia di A.M., l'amico d'infanzia di D., il quale non venne fatto giocare abbastanza e che per questa ragione si arrabbiò e fece i capricci rovinando in questo modo il rapporto che c'era tra i due.
L'inizio dell'anno scolastico 2013 fu purtroppo l'avvio del putiferio perché in classe arrivò un nuovo compagno M., il quale era di un anno più grande e che era stato precedentemente bocciato in una scuola di un'altra città. M. cercò subito di entrare in sintonia con D., ma fin da subito si manifestò inaffidabile perchè iniziò a diffondere delle dinamiche di bullismo verso alcune persone e anche verso D. nel frattempo N. riuscì a persuadere A.M. che D. non poteva più essere suo amico e che doveva ignorarlo o addirittura deriderlo per prendere le distanze da lui. Immediatamente si creò un effetto a catena che portò anche gli altri soggetti precedentemente indicati tra cui A.Z., R. e F. a isolare D.
Durante questo triste periodo ebbe inizio una vera e propria congiura ordita dai compagni di classe nei confronti di D., il quale a causa dell'isolamento, delle derisioni e del bullismo psicologico che subiva allentò il suo rendimento scolastico puntando ad avere una media sufficiente ma non corrispondente alle sue capacità.
Inoltre D. iniziò a sviluppare una mentalità basata sulla diffidenza e sul sospetto alimentata dai numerosi tradimenti subiti dai suoi compagni di classe e inoltre sviluppò anche un disturbo psicosomatico costituito da una dermatite che copriva il dorso delle sue mani e che le rendeva coperte di tagli e ferite.
Ovviamente anche questo difetto fisico provvisorio fu oggetto di derisioni anche perché D. doveva indossare un guanto di lana quando scriveva per poter utilizzare lo sbianchetto e alti tipi di oggetti per scrivere così da evitare un'eccessiva infiammazione delle mani.
I compagni che ormai si erano rivelati per la maggior parte dei persecutori spietati avevano anche associato un soprannome a D. e ogni volta che accadeva qualcosa di apparentemente ridicolo questo termine veniva utilizzato per minare la sua autostima e la sua fiducia in sé stesso.
D. ricorda che ogni giorno in cui si trovava in quell'orribile classe gravava su di lui un fardello tremendo: sospetti, diffidenza, paranoia, timore di essere deriso e umiliato, timore di esprimere autenticamente la propria personalità, sensazione di essere tradito, prurito alle mani, calo di autostima, rabbia repressa, cali di concentrazione, demotivazione nello studio, pensieri suicidari, desiderio di evadere e molto altro.
Durante l'estate 2012 D. desiderava come aveva già fatto nel periodo delle elementari frequentare il campo estivo, ma appena seppero i suo compagni che questa era la sua volontà, immediatamente iniziarono a montare nuovamente la solita rappresaglia per disincentivarlo a prendere parte a questa iniziativa. Fu per questa ragione che D. Trascorse un'altra estate nella solitudine confortato soltanto dall'affetto familiare e dei nonni nonché di un suo amico d'infanzia, F.G., il quale essendo appassionato di calcio e videogiochi condivideva con D. alcune giornate.
La terza media fu l'anno più terribile perché ormai la situazione stava soltanto degenerando. I compagni di D. Erano ormai divenuti per la maggior parte dei soggetti orgogliosi, cinici, beffardi e propensi allo scherno. A.M. Ad esempio, (quello che era stato l'amico d'infanzia) derideva in ogni occasione i ragazzi che faticavano ad integrarsi a causa della campagna diffamatoria continua e scatenava la sua invidia e il suo odio contro le persone con difetti estetici o psicologici come gli invalidi, i dislessici e gli iperattivi.
N. Che nel frattempo aveva stretto un sodalizio con A.M. aveva ormai dato inizio insieme ad R. ad una diffamazione di matrice classista con la quale venivano presi di mira tutti quei soggetti che si vestivano in maniera normale senza ostentare capi di abbigliamento costosi come quelli che lui e i suoi due amichetti potevano permettersi a causa della loro provenienza familiare altolocata.
A.Z. e L. Seguivano a ruota l'andamento del gruppo e fingendosi dei ragazzi giudiziosi approfittavano di ogni momento di debolezza per prendersela con i soggetti che avevano appositamente isolato.
Un giorno A.M. Ed L. Si trovavano seduti ai banchi l'uno affianco all'altro e davanti a loro c'erano D. e. P.
I due bulli iniziarono a inserire le dita nel naso e a lanciare i loro scarti nasali sulla nuca di D.
In questo caso la vittima fece presente l'avvenimento alla professoressa che sbagliando non attuò dei provvedimenti disciplinari.
Un altro giorno, durante l'intervallo, D. stava normalmente giocando a calcio quando notò che al suo avvicinamento i soliti elementi cinici presero le distanze per rifiutarsi di giocare con lui. D. vedendo come stavano trattando un ragazzo disabile che era restato solo con lui andò in bagno e pianse amaramente. Fu raggiunto dal professor M., il quale lo confortò e gli diede la forza di uscire nuovamente per riprendere il gioco pur restando solo con il ragazzo invalido e divertendosi comunque.
La goccia che fece traboccare il vaso fu quando alcuni componenti della classe decisero di creare un gruppo Whatsapp nel quale presero parte tutti i ragazzi delle medie compresi quelli delle due classi precedenti. Appena D. fu aggiunto al gruppo iniziò una macchina del fango nei suo confronti che lo portò all'ennesima crisi. I soliti individui cinici ripetevano in maniera asfissiante il soprannome affibbiato a D. per metterlo in ridicolo. Fu ormai a quel punto che D. toccò il fondo.
Se non avesse reagito immediatamente c'era il rischio che la pressione subita gli impedisse di portare a termine l'anno scolastico.
Qualche giorno dopo la madre di D., allarmata nel vedere il figlio afflitto contattò personalmente la professoressa di lettere che era anche la rappresentante di classe. finalmente D. fu contattato durante la lezione di musica e raggiunse un'aula isolata nella quale ebbe modo di sfogare finalmente la sofferenza repressa raccontando alla docente quello che ormai da due anni accadeva in quell'orribile classe.
Da quel giorno D. Pur non avendo più nessun genere di relazione sociale con i suoi compagni i quali avevano fatto di tutto per rovinare la sua immagine e il suo benessere riuscì piano piano a rialzarsi.
Gli ultimi mesi furono duri perché seppur la situazione complessiva era maggiormente monitorata i bulli non smettevano di tendergli trappole.
D. ricevette anche la proposta di cambiare sezione così da troncare ogni rapporto con i soggetti in questione ma rifiutò ben sapendo che ormai mancavano pochi mesi alla conclusione della scuola, pertanto era meglio portare a termine la battaglia pur sapendo i rischi che inevitabilmente sarebbero incorsi.
Al termine dell'anno scolastico D. dovette recitare una parte nello spettacolo organizzato dalla professoressa di lettere per la fine dell'anno. In quello spettacolo D. si mostrò maturo perché quando arrivò il suo momento lui non ebbe timore di pronunciare la sua battuta aiutando in questo modo la compagna disabile che nel frattempo per emozione si era dimenticata la frase da pronunciare. Grazie a D. lo spettacolo acquisì senso mentre A.M. non rispettò il copione e come al solito si mise a deridere il padre del suo amico L. direttamente dal palco davanti al pubblico.
Dopo quest'ennesima prova di forza D. Ricevette l'elogio dei suoi compagni
-Consigli utili per affrontare le dinamiche di bullismo
1)Non arrendersi all'isolamento e confidare il proprio malessere a genitori e docenti
Quando un ragazzo che si trova a vivere una fase delicata dell'esistenza come appunto le scuole medie o superiori avverte di essere oggetto di dinamiche ricollegabili al bullismo deve vincere la paura della chiusura in sé stesso confidando il proprio malessere a genitori e docenti. In questa fase è di estrema importanza scegliere delle persone che hanno realmente il potere di intervenire per smorzare le dinamiche architettate dai bulli come ad esempio la responsabile del collegio docenti, la quale si è rivelata preziosa nel processo di rinascita di D. Poiché non si è sottratta dal suo ruolo di coordinatrice mettendosi a disposizione per tranquillizzare la vittima e offrirgli delle possibili soluzioni.
Il docente ha anche il potere di intervenire con provvedimenti disciplinari per punire i responsabili e per porli d'innanzi alle loro colpe risvegliando in questo modo la loro coscienza altrimenti assente a causa dei loro atteggiamenti di sopraffazione riversati sulla vittima.
2)Provvedere con azioni legali
Qualora il coinvolgimento del corpo docenti e la collaborazione dei genitori non dovesse essere sufficiente per interrompere le dinamiche di bullismo diviene fondamentale intervenire avvalendosi dell'ausilio di un rappresentante legale come ad esempio un avvocato.
È possibile notificare ai fautori delle dinamiche di bullismo una lettera di ammonimento controfirmata da un avvocato la quale scoraggi la perpetrazione di tali atteggiamenti intimidatori.
Quando questi comportamenti sono concretizzati da soggetti minorenni, la lettera raggiungerà i genitori dei carnefici che saranno a loro volta messi al corrente dell'accaduto.
In questi casi emerge l'importanza dell'azione preventiva della pena che tende a ridurre la probabilità che gli aguzzini possano proseguire con i comportamenti persecutori.
L'ordinamento giuridico italiano prevede delle norme che contrastano il bullismo e che sono fondamentali per inquadrare la fattispecie di reato e per intervenire in maniera efficace così da sanzionare i responsabili.
-Legge 29 maggio 2017, n.71 - "Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo."
Questa legge definisce il cyberbullismo e introduce delle misure di carattere preventivo ed educativo soprattutto in ambito scolastico.
-Legge 17 maggio 2024, n.70 - "Disposizioni e delega al Governo in materia di prevenzione e contrasto del bullismo e del cyberbullismo."
Questa legge ha come obiettivo principale l'estensione dell'applicazione delle disposizioni della Legge n.71/2017 anche al bullismo tradizionale (non solo online), creando un quadro normativo più completo per entrambe le manifestazioni del fenomeno.
Pur non esistendo un reato specifico di bullismo le condotte dei bulli possono configurare diversi tipi di reato già previsti dal Codice Penale come:
-Percosse(art. 581 c.p.)
-Lesioni personali (art. 582 c.p.)
-Minaccia(art. 612 c.p.)
-Violenza privata (art. 610 c.p.)
-Ingiuria (depenalizzata, ma rimane un illecito civile)
-Diffamazione (art. 595 c.p.)
-Molestia e disturbo delle persone(art. 660 c.p.)
-Danneggiamento (art. 635 c.p.)
-Stalking(atti persecutori, art. 612-bis c.p.): in casi particolarmente gravi e ripetuti, il bullismo, specialmente il cyberbullismo, può sfociare in condotte assimilabili allo stalking.
-Trattamento illecito di dati personali (Codice della Privacy, per la diffusione di dati, foto o video senza consenso).
3)Dedicarsi allo sport
Nell'esperienza di D. un ruolo fondamentale è stato costituito dallo sport, il quale può fungere da mezzo potente per scaricare le tensioni accumulate e per sanare le ferite causate dall'oppressione subita restaurando la propria autostima.
Nello specifico desidero consigliare su indicazione di D. lo sport di combattimento come ad esempio il pugilato, il quale non é semplicemente un mezzo per esprimere una violenza incontrollata, ma anzi é un potente strumento per imparare l'arte dell'autodifesa che per altro è consentita dalla legge nella misura in cui viene adottata per difendersi da attacchi fisici come sancito dall'articolo 52 del Codice Penale: "Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio od altrui contro il pericolo attuale di un'offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all'offesa..."
Anche in questo caso ha particolare risalto l'azione preventiva dello sport di combattimento che porta la vittima a trasmettere un certo tipo di timore nei confronti dei suoi persecutori, i quali ben sapendo di avere di fronte un individuo potenzialmente in grado di difendersi saranno più scoraggiati all'idea di ledere alla sua incolumità fisica.
Quando una persona ha un mentalità equilibrata e non compromessa da traumi affettivi non abuserà della propria preparazione fisica per sopraffare il prossimo, bensì utilizzerà la propria conoscenza e le proprie abilità sportive solo qualora dovesse essere realmente e strettamente necessario per la propria sopravvivenza.
Se D. Non avesse agito tempestivamente denunciando gli accadimenti a persone in grado di intervenire per sanare le problematiche interne alla realtà tossica nella quale si trovava vi era il rischio che il bullismo psicologico e parzialmente fisico si traducesse in un'aggressione fisica, in grado di procurare dei danni gravi alla stabilità psichica e all'incolumità fisica della vittima, pertanto lo sport è sempre un'ottima soluzione per mantenere il proprio corpo nella condizione ideale per poter contrastare la violenza, anche se deve essere praticato con una mentalità equilibrata, in modo tale da favorire uno sviluppo psico-fisico armonico, così da evitare di emulare l'atteggiamento cinico e prepotente dei bulli.
Molte persone vittima di bullismo durante il periodo pre-adolescenziale o adolescenziale tendono a sviluppare negli anni successivi disturbi di natura psichica come ad esempio psicosi, depressione o disturbi di personalità.
Le documentazioni che attestano questi disturbi possono essere utilizzate come elementi giuridici in un processo per testimoniare l'effettiva evidenza delle conseguenze nefaste causate dai bulli.
Altri soggetti come D. sviluppano malattie psicosomatiche come le dermatiti che spesso guariscono solo una volta evasi della realtà tossica.
Le attività sportive di squadra possono essere altrettanto importanti per stabilire una rete di relazioni sane con i propri compagni, purché ciò avvenga lontano dal contesto tossico dove prendono atto le dinamiche di bullismo.
4)Allontanarsi dalla realtà tossica
Una volta utilizzati tutti gli strumenti possibili per contrastare le dinamiche di bullismo bisogna considerare che se non avviene un immediato ravvedimento da parte dei persecutori, la vittima non è costretta a sopportare ad oltranza una campagna oppressiva continua, pertanto con l'ausilio dei genitori e dei docenti può intraprendere una richiesta di cambio sezione o nei casi più estremi cambiare scuola per ricrearsi una propria dimensione sociale che non sia pregiudicata dai bulli.
Da ultimo vorrei ricordare che il Signore non può accogliere positivamente gli atti di bullismo perchè essi ledono profondamente l'amore del prossimo e sono crimini contro la carità reciproca che deve regolare i rapporti tra cristiani all'interno della Chiesa.
Ricordiamo le parole della Sacra Scrittura: "Come un pazzo che scaglia tizzoni e frecce di morte, così è colui che inganna il prossimo e poi dice: << Ma si, è stato uno scherzo! >> (PR 26,18-19).
Pertanto, il bullo è sempre uno strumento del principe di questo mondo e non deve essere tollerato se ciò rischia di compromettere il benessere fisico e psichico della vittima.
Molto ragazzi che hanno subito umiliazioni di vario genere in contesti scolastici o accademici hanno, come riportato poc'anzi, sviluppato successivi problemi psicologici, mentre altri ancora sono divenuti soggetti violenti contro se' stessi sviluppando atteggiamenti autolesionisti, andando incontro al suicidio oppure sfogando la loro rabbia repressa contro gli aguzzini come accaduto di recente in un'università austriaca dove una vittima di bullismo ha avviato una sparatoria che ha ucciso numerosi ragazzi e compagni di corso per poi suicidarsi.
Per evitare che il dolore e la sofferenza si tramutino in atti di una gravità irreversibile è importante che la vittima che vive questi traumi segua i consigli appena elencati e mantenga un sano rapporto con Dio dedicandosi alla preghiera, ricevendo l'Eucarestia e ponendo i propri bisogni e sofferenze nelle mani del Signore attraverso la recita del Santo Rosario con il quale la Santissima Vergine Maria ha promesso che ogni problema personale, nazionale e internazionale sarebbe stato risolto.
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"AD JESUM PER MARIAM"
Il Signore Gesù ti benedica e Maria Santissima ti protegga!