Pope Leo honors first US saint
Pope Leo XIV on Saturday honored St. Frances Xavier Cabrini, the first US citizen to be canonized as a Catholic saint and known in the church as the patron saint of immigrants, as he visited her birthplace during a day trip to northern Italy.
CNN's @antoniaiam reports.
L'omaggio di papa Leone alla missionaria patrona dei migranti: «Loro ci chiedono aiuto»
corriere.it/…o-aiuto-b8c280d3-8aae-4266-9ebf-1290…
SANT’ANGELO LODIGIANO (Lodi) - «Sono qui per rendere omaggio a madre Cabrini, patrona dei migranti, prima santa degli Stati Uniti d’America, nata qui, a Sant’Angelo Lodigiano, nel 1850, e morta a Chicago, la mia città natale, nel 1917».
Nell’esordio c’è già tutto: a fine giornata Leone XIV raggiunge la basilica intitolata alla religiosa, che ne custodisce il cuore come reliquia, ed è subito evidente che la seconda tappa del suo primo viaggio al Nord non è un epilogo secondario della visita ad Agostino: «Se guardiamo al mondo di oggi, che cosa dobbiamo dire? Il fenomeno migratorio è entrato in una fase diversa, sicuramente più complessa, eppure non meno capace di interpellare la Chiesa. Domandiamoci: se madre Francesca vivesse oggi, che cosa le direbbe la sua anima missionaria?».
Francesca Cabrini è molto conosciuta negli Usa, non solo tra i cattolici, una figura che specie di questi tempi si mostra come l’opposto della mentalità «Maga» che ha portato alle retate di migranti condotte dall’ «Ice» di Trump.
I media statunitensi hanno seguito la visita nella Bassa con attenzione, anche perché si attende il 4 luglio e l’immagine del primo Papa americano che nel 250° anniversario dell’Indipendenza, declinato l’invito della Casa Bianca, andrà quel giorno in visita a Lampedusa, dove Francesco denunciò nel 2013 la «globalizzazione dell’indifferenza».
Giorni fa il New York Times , nell’annunciare l’omaggio a Madre Cabrini («Si avvicina un momento importante per i cattolici americani»), ne faceva il ritratto e notava una certa affinità con Prevost: il Papa di Chicago che ha scelto di essere missionario per vent’anni in Perù, fino a prendere la cittadinanza del Paese, proprio come fece la missionaria italiana che attraversò l’Atlantico e sbarcò a New York nel 1889. Kathleen Sprows Cummings ha scritto sul quotidiano newyorkese: «La lezione più profonda del primo pontefice statunitense potrebbe essere che il nostro mondo interdipendente è diventato, nelle parole di Cabrini, “troppo piccolo” per le fantasie ormai superate dell’eccezionalità americana».
Era nata nel 1850 come Maria Francesca, ma da religiosa scelse il nome Francesca Saverio, e non era un refuso: il suo modello era Francesco Saverio, primo missionario gesuita in Oriente, come lui avrebbe voluto andare in Cina, già in Italia aveva fondato il primo nucleo delle suore missionarie del Sacro Cuore.
Un altro futuro santo, il vescovo Giovanni Battista Scalabrini, aveva appena pubblicato L’emigrazione italiana in America , un quadro drammatico, e le suggerì di andare a New York. A convincerla fu Leone XIII, proprio il pontefice del quale Prevost ha scelto il nome: «Non a Oriente, Cabrini, ma a Occidente!».
I migranti non avevano scuole né copertura sanitaria e lei, in poco più di vent’anni, attraversò l’Atlantico 28 volte e tra America del Nord, del Sud ed Europa fondò 67 scuole, orfanotrofi, ospedali. Lei stessa morì, il 22 dicembre 1917, nell’ospedale per immigrati che aveva costruito a Chicago.
Ieri sera, parlando di Madre Cabrini, Prevost ha richiamato anche il magistero del predecessore: «Che cosa le avrebbe chiesto un Papa come Francesco, il quale, figlio di emigrati italiani, ha fatto del servizio ai migranti uno dei punti chiave del suo pontificato?».
Come sempre la tanto praticata mistificazione: i migranti erano cristiani, cattolici, italiani, col desiderio di integrarsi nel "nuovo mondo", non musulmani chiamati a farlo loro proprietà.
Ma tant'è gli slogan fanno sempre comodo...