Vescovo Schneider: Il Pontificato di Francesco ha segnato il culmine del relativismo dottrinale
Come radice, egli identifica il relativismo dottrinale, che collega al movimento modernista. Si è infiltrato nella Chiesa all'inizio del 1900 e si è diffuso gradualmente, soprattutto utilizzando il Concilio Vaticano II come una sorta di catalizzatore.
Secondo il Vescovo Schneider, questa tendenza è cresciuta negli ultimi sessant'anni: "Oggi, soprattutto con il precedente pontificato di Papa Francesco, abbiamo il culmine di questo movimento di relativismo dottrinale, ossia l'idea che la verità non sia sempre la stessa".
Due conseguenze del relativismo
Dal relativismo segue per Schneider il pericolo del naturalismo. Questa visione dà il primato alle questioni naturali, temporali e sociali e riduce la necessità della grazia soprannaturale.
Un'altra conseguenza è il sincretismo religioso. Se la verità è relativa e gli esseri umani sono già fondamentalmente buoni, diventa facile concludere che tutte le religioni sono percorsi più o meno uguali verso Dio.
Per Schneider, questa idea ha portato al crollo della missione della Chiesa.
Se la fede non è cambiata, perché non riconoscere la FSSPX?
Infine, il Vescovo Schneider fa riferimento alla Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX). Si appella a Leone XIV affinché compia un gesto veramente generoso e pastorale nei loro confronti:
"Se la Chiesa è la stessa, e la fede cattolica non è cambiata, perché non riconoscere questa realtà, che fa solo ciò che la Chiesa ha sempre fatto?".
Traduzione AI
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