Il nuovo nunzio tedesco di Leone XIV è il tipico diplomatico dell'era di Francesco
Prelato olandese nato nel 1961, van Megen è stato ordinato a Roermond nel 1987 ed è entrato nel servizio diplomatico vaticano.
La sua carriera comprende incarichi in Somalia, Brasile, Malawi, Sudan ed Eritrea.
Nel 2014, Papa Francesco lo ha nominato nunzio in Sudan. Il Cardinale Pietro Parolin lo ha consacrato vescovo.
In seguito ha ricoperto il ruolo di nunzio in Kenya e in Sud Sudan, agendo anche come osservatore della Santa Sede presso il Programma Ambientale delle Nazioni Unite e l'UN-Habitat a Nairobi. Dopo dodici anni come nunzio in Africa, il trasferimento di van Megen in Germania potrebbe rappresentare uno shock culturale.
L'Arcivescovo van Megen emerge come un tipico diplomatico sul campo dell'era di Francesco: plasmato dal Sud globale, attivo nei quadri delle Nazioni Unite e fortemente allineato con le iniziative interreligiose ed ecologiche.
Le sue lodi espansive di Francesco lo collocano saldamente all'interno dell'attuale traiettoria vaticana.
Profilo dell'era di Francesco: "La piaga del clericalismo
Il messaggio pubblico di Monsignor Van Megen segue da vicino le priorità dell'era di Francesco: enfasi sui poveri, giustizia sociale e responsabilità ambientale. Nel 2022, ha preso posizione contro la "piaga del clericalismo".
I suoi interventi legati alle Nazioni Unite riflettono la stessa struttura. Una dichiarazione del 2024 della delegazione della Santa Sede sotto il suo ruolo ha chiesto un'azione globale urgente, ha messo in guardia contro la crescita economica incontrollata e la dipendenza tecnologica e ha promosso una conversione ecologica.
Dopo la morte di Francesco, van Megen ha esortato i kenioti (25 aprile 2025) a imitare il defunto Papa diventando "la voce degli emarginati".
Linea ambientale interreligiosa
Nel marzo 2024, in occasione di un evento collaterale dell'UNEA-6 a Nairobi, l'Arcivescovo van Megen ha partecipato al lancio del testo ambientale islamico Al-Mizan: Un'Alleanza per la Terra.
Ha fatto un confronto tra il testo islamico e il documento di Francesco 'Laudato Si', affermando che i due "risuonano in molti modi". Ha raccomandato di leggere i due testi "in tandem", in quanto formano un "canto armonioso di lode a Dio".
Retorica insolitamente esposta per il Nunzio
L'Arcivescovo Van Megen ha anche attirato l'attenzione per un linguaggio politico insolitamente diretto per un nunzio.
In un'omelia del 2024, ha descritto le proteste dei giovani kenioti come una "rivoluzione", ha detto che miravano a "ripulire il tempio della democrazia" e ha inquadrato la situazione come "oppressori contro oppressi".
Il Ministero degli Esteri del Kenya ha protestato formalmente, definendo le osservazioni "non diplomatiche e infiammatorie". Il governo ha considerato le osservazioni del Nunzio come solidali con le proteste.
Un forte elogio di Francesco
In un'intervista del maggio 2025 (sotto), l'Arcivescovo van Megen ha fortemente difeso e interpretato l'imbarazzante gesto di Francesco del 2019 di inginocchiarsi per baciare le scarpe dei leader politici del Sud Sudan.
Il Nunzio lo ha descritto come un atto di umiltà, come se Francesco dicesse: "Mi umilio... vado anche in ginocchio... porto la pace in questo Paese".
Ha inoltre affermato che, così facendo, Francesco "ha baciato i piedi del popolo del Sud Sudan in cui Cristo sta soffrendo".
La stessa intervista contiene un linguaggio molto lusinghiero su Francesco:
"Papa Francesco si è dato completamente... finché non c'era più nulla da dare".
"Come ha fatto Cristo stesso... Papa Francesco si è calato in quelle orme".
"Voleva stare con i più poveri tra i poveri... gli esclusi".
"Il significato di Papa Francesco era quello di servire coloro che si trovano ai margini".
"Sentiva di far parte di quelle persone... emarginate... che dovevano ricominciare da zero".
Traduzione AI
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