UDINE. Svelata dopo oltre mezzo secolo la … Sono finalmente accessibili nel Duomo di Udine i frammenti di affreschi di Vitale da Bologna e maestranze rimasti celati al pubblico fin dal 1970, quando vennero sottoposti ad un restauro preventivo nella Cappella anticamente denominata della Santissima Trinità. Dopo il recente restauro il percorso di visita del Museo del Duomo si è arricchito di un’ulteriore, preziosa, sezione di pittura trecentesca. Il grande ciclo di affreschi vitaleschi, realizzati tra 1348 e 1349 dal maestro emiliano, chiamato nella cittadina friulana dal patriarca Bertrando a rinnovare il tessuto di storie bibliche della Cattedrale, con la riforma del coro iniziata nel 1709, che dotò l’edificio di una veste più moderna, andarono in gran parte perduti fatta eccezione per gli affreschi della Cappella di San Nicolò, con scene della vita e delle esequie del santo, che furono staccate e sono oggi visibili nel Battistero. L’iconografia originaria venne ripresa nel ciclo …Altro
Perché c’è un cervo su una chiesa di Roma? (FOTO) Maria Paola Daud - pubblicato il 30/09/21 La storia curiosa della basilica di Sant'Eustachio Nel centro di Roma, vicino al Pantheon, si trova la basilica di Sant’Eustachio. Migliaia di turisti vi passano davanti, ma solo i buoni osservatori che guardano in alto potranno rendersi conto di una particolarità di questa chiesa. Galleria fotografica Nella parte più alta della facciata della basilica, infatti, si può vedere una curiosa scultura che rappresenta un cervo con una croce tra le corna. Cosa ci fa nella basilica questa strana statua? La chiesa venne costruita nell’VIII secolo sul luogo in cui aveva vissuto il santo di cui porta il nome, morto martirizzato insieme alla sua famiglia all’epoca dell’Impero romano. Eustachio, o piuttosto Placido, nome che aveva prima di essere battezzato, era un generale dell’esercito all’epoca di Traiano. In base ai racconti della Legenda Aurea, Placido un giorno uscì a caccia, e vide da lontano …Altro
Scoperta meravigliosa. Trovano sacchetti con 816 monete d'oro e d'argento dentro la gamba di una statua. Chi nascose i soldi. Quando. Quanto vale il tesoro. Le risposte degli esperti Strano, il suono della scultura, al tocco. I restauratori, impegnati nella sistemazione di un imponente monumento funerario cinquecentesco – con sculture a tutto tondo, poggiate a una mensola marmorea -, picchiano delicatamente con le nocche sulla gamba di un personaggio. E’ l’immagine del committente dell’opera, inginocchiato. Si sono appena accorti della presenza di grosse fessure regolari, invisibili da terra. La gamba può essere rimossa, dall’incavo posteriore del ginocchio alla cintola. C’è uno blocchetto, nell’intercapedine, che funge da spessore e che ha la funzione di tenere compresse le parti. Un cacciavite e la zeppa viene rimossa. L’arto inferiore della statua viene staccato. Dentro ci sono 4 sacchi di denaro, che contengono 816 monete. La scoperta è stata resa nota nei giorni scorsi. “…Altro
Da Burgos a Scicli a….. Il Cristo in "gonnella" di Scicli Il Cristo "in gonnella" di Burgos La storia delle immagini è un continuo passaggio di testimone da un autore all’altro….il media utilizzato non vi inganni….fù scultura lignea, fù olio e con il mio modesto apporto anche “creazione ai sali d’argento”. Il Cristo di Burgos è un dipinto che raffigura Gesù Cristo in Croce, con ai fianchi una gonna bianca. L’opera arrivò a Scicli grazie a donna Giovanna Di Stefano, fondatrice del monastero delle benedettine, annesso alla chiesa, e moglie di Don Girolamo Ribera, la cui famiglia, di origine spagnola, si trasferì a Scicli nel millecinquecento. L’inusuale indumento che cinge i fianchi del Cristo in croce fino alle caviglie è in realtà una veste sacerdotale, tipica di certa tradizione iconografica spagnola. Un dipinto molto simile a quello di Scicli (che per il resto è unico in Italia) si trova appunto a Burgos, in Spagna. Oggi, in attesa del restauro della chiesa di San Giovanni …Altro
ROMA. Villa di Sette Bassi: riemergono un … 9 dicembre 2025 Sotto il viavai quotidiano di aerei diretti all’aeroporto di Ciampino (Roma) un corteggio di animali marini sembra rincorrersi a un cenno di Poseidone, mentre un delfino cavalcato da un amorino muove alla conquista di Anfitrite. Questo tappeto musivo con «thiasos» marino, perfettamente conservato (malgrado tracce di fuochi accesi sul pavimento in età tardo antica) è una delle straordinarie sorprese emerse dalle ultime indagini archeologiche condotte presso la Villa di Sette Bassi, nel Parco Archeologico dell’Appia Antica. Una sequenza stratigrafica serrata che restituisce molte informazioni note finora solo attraverso le fonti. Il nome della Villa, oggi adagiata sul fianco destro della Tuscolana, tra il V e il VI miglio della via Latina, deriverebbe dal nome del proprietario, Settimio Basso, «praefectus urbi» al tempo di Settimio Severo. Lo scavo, diretto dall’archeologo Stefano Roascio, ha permesso di documentare il …Altro
17/08/2022 Israele, archeologi ritengono di aver scoperto il sito della casa dell'apostolo Pietro In Israele, gli archeologi del Kinneret College e del Nyack College hanno scoperto un’iscrizione che pensano indichi il luogo in cui si trovava anticamente la casa dell’apostolo Pietro. Gli archeologi del Kinneret College (Galilea, Israele) e del Nyack College (New York, USA) guidati rispettivamente dai professori Mordechai Aviam e Steven Notley, durante uno scavo nel sito archeologico di Beit Habek/El Araj, che si ritiene sorga sulle rovine della cittadina biblica di Betsaida, ovvero quella che secondo il Vangelo di Giovanni fu il luogo di nascita degli apostoli Pietro, Andrea e Giovanni, hanno scoperto un’iscrizione che permetterebbe di risalire al luogo in cui nacque san Pietro. L’iscrizione è stata scoperta durante gli scavi di un’antica basilica bizantina, la chiesa degli Apostoli, che a questo punto si ritiene sia stata costruita sul luogo dove anticamente sorgeva la casa …Altro
oltre-la-notte.blogspot.com/…1/10/israele-trovata-la-chiesa-degli-apostoli.html domenica 31 ottobre 2021 Israele, uno dei mosaici rinvenuti (Foto: CSAJCO) Gli archeologi israeliani e statunitensi hanno scoperto due iscrizioni greche di 1500 anni fa durante lo scavo di El-Araj, il sito del biblico villaggio di Betsaida. Si tratta, in realtà, di un pavimento a mosaico che appartiene, con tutta probabilità, alla leggendaria Chiesa degli Apostoli. Le iscrizioni menzionano la ristrutturazione di una chiesa e una dedica al vescovo Willibald, che dimostra che l'edificio religioso era la maggiore chiesa di Betsaida. Questa chiesa fu menzionata nel 724 d.C. dal vescovo Willibald, che si era recato in pellegrinaggio nei luoghi santi della zona e che aveva visto la chiesa. La grande chiesa basilicale, di circa 432 metri quadrati, è stata portata alla luce dalla stessa squadra di archeologi nel 2019, sulla sponda settentrionale del Mar di Galilea. La chiesa venne edificata in epoca …Altro
Edoardo Arborio Mella 25 novembre 2011 Natale ed Epifania tra Oriente ed Occidente Gentile da Fabriano, Adorazione dei magi (dettaglio), Galleria degli Uffizi, Firenze. ll ciclo liturgico di Natale ed Epifania muove essenzialmente da due tradizioni: quella occidentale che ha dato vita alla festa del Natale e quella orientale che si è sviluppata nella festa dell’Epifania. Le nostre informazioni al riguardo sono ovviamente frammentarie, spesso congetturali, basate su accenni negli scritti degli autori antichi e raramente su rubriche liturgiche non sempre facili da interpretare. Ma a partire da questi dati è possibile ricostruire una storia con molti «forse». Occorre ricordare innanzitutto che l’epoca del grande sviluppo della liturgia cristiana inizia nel IV secolo, a seguito della cosiddetta pace costantiniana. È sostanzialmente in quel secolo, contraddistinto da una creatività liturgica definita da qualcuno «forsennata», che si forma il ciclo di Natale ed Epifania: fino ad allora …Altro
Venezia, tombe medioevali sotto piazza San Marco Venezia, gli scavi in piazza San Marco (Foto: artribune.com) I primi scavi sotto il pavimento di piazza San Marco a Venezia datano al 1885 e al 1889 e furono condotti da Federico Berchet e Giacomo Boni. Gli archeologi, all'epoca, individuarono alcune murate e fecero una precisa pianta degli scavi che è stata utile anche ai moderni archeologi impegnati negli scavi di restauro dei masegni (i blocchi di pietra squadrati utilizzati nella pavimentazione delle strade) sotto le Procuratie Vecchie, promossi dalla Soprintendenza e diretti dalla Dottoressa Sara Bini. Gli scavi avevano già fatto emergere una serie di murature e livelli pavimentali, in parte attribuibili all'antica chiesa di San Gemignano, conosciuta come la chiesa dei Dogi, di cui si erano perse le tracce perché demolita nel XII secolo. Una chiesa simile venne, in seguito, ricostruita da Jacopo Sansovino nel XVI secolo, per poi essere abbattuta da Napoleone nel 1807…Altro
Meraviglia. Un sigillo prezioso con gemma romana … 4 Gennaio 2026 E’ di grande interesse un oggetto antico trovato in un campo agricolo e dichiarato pubblicamente “tesoro” proprio in queste ore. Il sigillo medievale, attorno al quale corre la scritta “Secretum Ricardi” – Segreto di Riccardo – reca al centro una preziosa gemma incisa romana, di elevata qualità un reperto che, all’epoca, era già straordinariamente antiquario. La gemma rappresenta due cavalli e un auriga. Ma qual è il significato dell’insieme? Che segreto nasconde l’oggetto? A queste immagini, hanno lavorato nelle ore scorse, gli studiosi di Stile arte, giungendo a una risposta argomentata, di grandissimo interesse. Facciamo un passo indietro e osserviamo bene il reperto, È un sigillo medievale in argento, rinvenuto nell’Essex, a Gosfield, da un cercametalli, ma il suo cuore è romano: una corniola incisa con una biga di straordinaria qualità, incisa tra la fine del I secolo a.C. e gli inizi del I secolo d.C., in …Altro
Incredibile. Scoprono i resti di una donna … 17 novembre 2025 Le due valve di capasanta, nella sepoltura. Al centro, la bocca Il terreno si apre appena sotto i piedi. Le mani degli archeologi sfiorano lo scheletro con cautela. Ai lati della bocca, due ampie conchiglie di capesante. Sono notevolmente conservate. Piccole ossa di uccelli punteggiano il suolo. Ogni dettaglio suggerisce un rito dimenticato, un linguaggio muto che attende di essere decifrato. Chi era questa donna? Prediceva il futuro? Lanciava dalla propria bocche parole del cielo, simili a piccoli volatili? Compiuta a Trøndelag, nel cuore della Norvegia, la scoperta pone nuovi interrogativi sulla singolarità e l’apparente stravaganza di alcune pratiche funerarie precristiane del Nord. Gli archeologi hanno portato alla luce uno scheletro femminile del IX secolo, deposto in una tomba trovata a soli 15-20 centimetri dalla superficie del terreno, accompagnato da un simbolismo funerario fino ad oggi sconosciuto in ambito …Altro
Il Cammino di Santiago iniziò nel IX secolo, quando intorno all'813-825 d.C. fu scoperta la tomba di San Giacomo il Maggiore in Galizia e il re delle Asturie, Alfonso il casto, divenne il primo pellegrino a visitarla, segnando l'inizio di questo storico itinerario di pellegrinaggio. Compostela fu attaccata dai Vichinghi che la posero sotto assedio nell'858 finchè non furono scacciati dalle truppe asturiane (vedi José Carlos Sánchez Pardo, Los ataques vikingos y su influencia en la Galicia de los siglos IX-XI, Betanzos, Anuario Brigantino, 2010)
Nello specifico, si tratta di capesante (o cappesante) atlantiche (Pecten maximus), le cosiddette conchiglie di San Giacomo, grossi molluschi bivalvi della famiglia dei pectinidi che possono arrivare a 15-17 centimetri di diametro.
Giordania, nel mosaico di Madaba c’è tutta la … di Marco Roncalli Un nuovo libro approfondisce la storia del pavimento musivo realizzato attorno alla metà del VI secolo e rimasto sepolto per secoli a circa trenta chilometri da Amman, di valore inestimabile Edizioni del Girasole | La valle del Giordano nel mosaico noto come la “Carta di Madaba” con le annotazioni di Basema Hamarneh nel libro “La carta di Madaba. Guida alla (ri)scoperta di un monumento unico” È un prologo interessante quello che precede la scoperta del pavimento musivo noto come la “Carta di Madaba”, opera realizzata attorno alla metà del VI secolo, di valore inestimabile non solo come testimonianza artistica, ma anche per la topografia storica della Terra Santa e dei luoghi che videro la nascita del cristianesimo. Una “mappa” di circa sedici di larghezza per sei di altezza, oggi incompleta, ma pur sempre con circa centocinquanta vignette di località in gran parte identificate, con Gerusalemme centro fisico e …Altro
Il Padre Nostro in rune tra le foreste canadesi diLuigi Bignami Ritrovata in Ontario una pietra con incisa la preghiera. Le iscrizioni runiche nel continente americano sono rare e controverse, ma questa rimanda a un passato dimenticato Nascosta tra le fitte foreste dell’Ontario settentrionale, nei pressi della cittadina di Wawa, è emersa una scoperta archeologica che ha stupito il mondo accademico e acceso l’immaginazione di storici, linguisti e appassionati di archeologia: una gigantesca iscrizione runica incisa su una lastra di roccia, contenente l’intero testo del Padre Nostro, con ogni probabilità la più lunga iscrizione runica conosciuta del Nord America e l’unica al mondo a riportare per intero la celebre preghiera cristiana in forma runica. Per chi non conoscesse il termine “runico”, va detto che è un vocabolo che può riferirsi a vari aspetti legati all’uso delle “rune”, ovvero i caratteri di uno o più alfabeti antichi germanici. A seconda del contesto, “runico” può …Altro
In un calice di 4mila anni fa l'origine … di Luigi Bignami Le decorazioni di un piccolo calice d’argento di 4mila anni fa potrebbero rappresentare la prima narrazione cosmologica della storia Un piccolo calice d’argento di 4.000 anni fa, decorato con enigmatiche scene incise su di esso, torna al centro del dibattito archeologico: potrebbe rappresentare una delle prime narrazioni cosmologiche della storia. È quanto sostiene un nuovo studio pubblicato sul Journal of the Ancient Near Eastern Society – Ex Oriente Lux, che propone una lettura radicalmente diversa delle illustrazioni sul cosiddetto calice di Ain Samiya, scoperto nel 1970 sulle colline della Giudea, in Cisgiordania. Per oltre mezzo secolo gli studiosi hanno ipotizzato che le figure incise sul reperto richiamassero l’Enuma Elish, il grande poema babilonese della creazione. Ma il mito, composto intorno al 1200 a.C., è di circa mille anni posteriore alla realizzazione del calice, datato all’Età del Bronzo Intermedia (2500–…Altro
Il primo souvenir della storia? Nel deserto … 26 Dicembre 2025 Un oggetto piccolo, quasi anonimo. Eppure capace di raccontare un mondo fatto di fede, viaggi e memoria. Può un semplice stampo in pietra spiegare come nacque il turismo religioso cristiano? Nel deserto della Giudea, a est di Gerusalemme, gli archeologi hanno portato alla luce un reperto sorprendente: uno stampo in calcare di 1.400 anni fa, utilizzato per produrre piccoli contenitori votivi destinati ai pellegrini cristiani. Un oggetto umile, ma carico di significato, che apre una finestra inedita sulla nascita di un’economia del pellegrinaggio nel periodo bizantino. La scoperta è avvenuta nel sito di Hyrcania, un antico complesso monastico immerso in un paesaggio aspro e spettacolare, ed è stata documentata da un’équipe dell’Università Ebraica di Gerusalemme. Lo stampo in calcare di 1.400 anni fa, utilizzato per produrre piccoli contenitori votivi destinati ai pellegrini cristiani. (Michal Haber/Institute of Archaeology …Altro
Se nell'arte i grandi artisti si distinsero nel custodire e accrescere l'opera di Dio attraverso rappresentazioni iconografiche per trasmettere la loro fede e la portata della fede dei loro popoli, noi godiamo e palpiamo con mano il loro credo religioso per accrescere il nostro. Tanti auguri a Te e allo Staff di gloria.tv
Grazie, caro "Pietro", contraccambio di cuore e con affetto. Le sono grata della considerazione, fa piacere sapere di contribuire alla causa comune, quella cioè di onorare, edificare e glorificare nostro Signore.
Terrasanta.net 10 luglio 2025 La complessa storia di re Erode (il Grande), che non fu solo un monarca sanguinario, ci viene riproposta da Aldo Piro, in questo libro, con lo stile piano ed agevole di uno sceneggiatore televisivo abituato a rivolgersi a un ampio pubblico. L’autore di questo volume confessa di aver accostato “da vicino” la personalità di re Erode il Grande (73 a.C – 4 a.C.) per via della sua attività di sceneggiatore di un noto programma della Rai – Ulisse: il piacere della scoperta, condotto da Alberto Angela –, che dedicò una delle sue puntate all’Herodion, la fortezza-tomba del sanguinario monarca che svetta, in forma di piccolo vulcano, pochi chilometri a sud-est di Betlemme. Noi tutti che abbiamo letto o ascoltato i brani evangelici dell’infanzia del Maestro, conosciamo Erode come colui che ordinò una strage di neonati nel tentativo di sopprimere anche il bambino Gesù, per scongiurare l’eventualità che un giorno potesse insidiargli il trono. In queste pagine …Altro
oltre-la-notte.blogspot.com/…/masada-i-giardi… Masada, la fortezza di re Erode (Foto: Andrew Shiva/CC BY-SA 4.0) Nel 73 d.C., a conclusione della prima guerra giudaica, l'esercito romano mise sotto assedio il sito sulla rupe di Masada, dove si nascondeva l'ultimo dei ribelli ebrei, asserragliato tra i resti del palazzo-fortezza di re Erode. Oggi Masada è un sito patrimonio mondiale dell'UNESCO, visitato e scavato sin dal 1960. Gli scavi sono in corso ancora oggi. Nel 1924 un pilota britannico fece una serie di fotografie aeree di Masada. I negativi delle fotografie vennero trasposti su vetro e conservati presso L'Istituto di Archeologia dell'University College di Londra. Qualche anno fa Guy Stiebel stava esaminando queste immagini ed ha notato, accanto alla chiesa bizantina che sorge sul sito, una sagoma oblunga che sembrava indicare una costruzione sotterranea, qualcosa che non poteva essere notato sul posto. Scoprì che l'Autorità israeliana per i parchi e la natura aveva …Altro