Come è possibile che Francesco Capozza risulti tuttora accreditato presso la Sala Stampa della Santa Sede, pur non essendo giornalista iscritto all'albo e a fronte di procedimenti penali pendenti per reati di particolare gravità? Come è possibile che un personaggio che insulta i sacerdoti definendoli omosessuali possa essere accreditato alla Sala Stampa del Papa?
Una domanda che, al netto delle posizioni delle parti, riguarda direttamente la responsabilità di chi gestisce gli accrediti vaticani - Paolo Ruffini, Andrea Tornielli e Matteo Bruni - e la credibilità complessiva del sistema dell'informazione vaticana. Mentre i procedimenti seguono il loro corso, e mentre vale per tutti la presunzione di innocenza, la documentazione disponibile - querele, decreti penali, atti d'accusa, registrazioni - impone una riflessione che nessuno può rinviare.
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...sul vaticanista pende un procedimento penale di estrema gravità. La Procura di Roma ne ha chiesto il rinvio a giudizio per estorsione, atti persecutori e stalking ai danni di un ex fidanzato. Secondo l'impianto accusatorio, suffragato da chat e registrazioni audio agli atti, Capozza avrebbe estorto denaro al suo ex compagno minacciandolo di rendere pubblica la sua omosessualità.
Capozza è stato interrogato il 23 aprile 2026. Il procedimento, instaurato da tempo, ha subito ritardi rilevanti perché - come si legge nel fascicolo - l'imputato risultava per oltre un anno "irreperibile" alle ricerche della polizia. Vale, ovviamente, la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.
Un secondo fronte giudiziario è aperto a Civitavecchia, città in cui Capozza risiede e che indica apertamente sui propri profili social. Due residenti lo hanno denunciato per condotte gravissime: avrebbe spalmato delle feci sull'automobile dei viciniAltro

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Michele Sasi

Laura Fernández inaugura la sua presidenza della Costa Rica con una Messa nella Basilica degli Angeli

infovaticana.com

Laura Fernández inaugura la sua presidenza della Costa Rica con una Messa nella Basilica degli Angeli

La nuova presidente del Costa Rica, Laura Fernández Delgado, ha voluto iniziare politicamente il suo mandato sotto un marcato segno religioso. Prima dei primi grandi annunci di governo e della consolidazione del suo nuovo Esecutivo, la mandataria si è recata alla Basilica di Nostra Signora degli Angeli, a Cartago, per partecipare a una Santa Messa con la quale ha affidato la sua amministrazione “a Dio e alla Vergine degli Angeli”.
La cerimonia, celebrata nel principale santuario mariano del paese, ha riunito dirigenti politici, membri del nuovo gabinetto, rappresentanti ecclesiastici e numerosi fedeli. L’immagine della nuova presidente che entra nella basilica insieme ai suoi collaboratori è stata interpretata in Costa Rica come un gesto di continuità con la profonda tradizione religiosa nazionale.
La Vergine degli Angeli, conosciuta popolarmente come “La Negrita”, è la patrona del Costa Rica e costituisce uno dei simboli religiosi più importanti dell’America Latina. Ogni anno …

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Generando Educación Integral

Che lei e i partecipanti del mondo politico prendano coscienza di cosa significa affidare a Dio e alla Vergine Maria la loro amministrazione.

Michele Sasi

Priests and nuns from southern Lebanon denounce a humanitarian crisis after months of Israeli attacks

infovaticana.com

Priests and nuns from southern Lebanon denounce a humanitarian crisis after months of Israeli attacks

While international attention focuses on Gaza and regional tensions with Iran and Hezbollah, Christian communities in southern Lebanon continue to be trapped in a war that has devastated entire villages, forced thousands of families to abandon their homes, and left numerous localities without water, electricity, or healthcare.
This is how priests and nuns interviewed by La Nuova Bussola Quotidiana recount it, in a testimony that puts a human face on a crisis that continues to worsen despite the officially in-force ceasefire between Israel and Lebanon.
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“Families need money to be able to hold out”
Father Charles, the Melkite parish priest of the town of Yaroun, explained to the Italian media outlet that a large part of the displaced Christian residents are currently scattered among small villages in the south or refugees in the Mount Lebanon region, near Beirut.
The priest described an extremely precarious …

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Father Karl A Claver

All of us must pray for the Christians of Lebanon as they are suffering so much and desperately need God's manifold graces.